
I grandi temi del momento, se li guardiamo da una prospettiva astrologica, diventano più facilmente individuabili, oserei dire perfino più comprensibili. In fondo, quello che conta per noi, ad un livello molto concreto, è il modo in cui rispondiamo a questo momento storico. La nostra risposta soggettiva informa il campo. Non siamo così impotenti come crediamo. Ognuno, con i propri pensieri ed emozioni, influenza in maniera infinitesimale il campo di coscienza collettivo. E sono i nostri pensieri e le nostre emozioni che ci portano a fare le piccole scelte che possono, in misura ovviamente infima ma non inesistente, influenzare la realtà.
Cosa vediamo, ad un livello molto semplice, prima di entrare nei dettagli? Quali archetipi sono attivi?
Io vedo tutto il tempo Giove, Marte, Urano e naturalmente Plutone.
Giove è impazzito, Marte si è svegliato e vuole darsi da fare, Urano è proiettato verso l’integrazione della tecnologia nel corpo e non vuole vedere la sua ombra perché è entusiasta delle straordinarie possibilità che si aprono ed è intimamente scisso. Quest’anno entra nei Gemelli, segno duplice, aereo, apparentemente superficiale, veloce e pervasivo. Quindi l’energia uraniana influenzerà maggiormente i media e gli sviluppi tecnologici applicati al quotidiano.
Ma non dimentichiamo che Urano non è solo disseminazione del nuovo, la sua ombra sono i regimi totalitari, perché è prometeico e nello stesso tempo oppressione spietata proprio di quell’impulso anarchico che rappresenta il suo volto luminoso. È molto difficile comprendere questa dinamica interna di Urano, che può essere molto violenta non solo collettivamente, ma anche all’interno della nostra psiche. C’è un super-io uraniano che fa apparire il super-io saturnino quasi innocuo.
E Saturno, in questo momento? Anche lui è molto attivo e ha nostalgia di un ordine obsoleto che nega l’evoluzione, da qui le ideologie destrorse che alleggiano e si nutrono della paura, del disorientamento e dell’incapacità di vedere oltre l’immediato e immaginare quello che potrebbe esserci oltre il caos.
Plutone è nell’Acquario, è quindi interessato proprio al campo di coscienza collettivo, e quello che Plutone chiede sempre è: riconosci la tua ombra, affinché possa essere trasformata.
Il problema è che, se Plutone rende le ombre visibili, Giove impazzito e Urano maniacale non le riconoscono come tali.
Marte vuole l’azione, ma Marte si muove abbastanza velocemente lungo il cerchio zodiacale. Ora (fine febbraio 2026) è agli ultimi gradi dell’Acquario, e quest’anno non sarà retrogrado, quindi manterrà un’attività, diciamo estroversa. In dicembre sarà già nella Vergine, quindi quest’anno passerà otto segni, otto modalità diverse di declinare l’energia aggressiva e volitiva. In primavera sarà nell’Ariete, ma non formerà nessuna congiunzione con Nettuno e Saturno che sono già entrambi in Ariete e congiunti. Sarà però nelle vicinanze e contribuirà a dinamizzare questa importante congiunzione.
Sappiamo che Marte spesso non è autonomo, ma guidato o influenzato da altri archetipi. Quest’anno farà aspetti esatti con Giove, Urano e Plutone. Quindi l’inflazione egoica, il caos come fattore destabilizzante delle strutture della realtà e la confrontazione con il senso di impotenza e con ombre non chiaramente individuabili sarà particolarmente presente e genererà, a seconda dei casi, animosità e un desiderio disordinato di reagire.
Ora torniamo a noi. Come rispondiamo a questo? Rispondiamo, ad un livello semiconscio, con i nostri Marte, Giove, Urano e Plutone. E qui la cosa diventa interessante, perché c’è un dialogo, nella nostra psiche, tra il nostro Giove e il Giove impazzito che imperversa nella politica internazionale. Il nostro Urano in che rapporto è con l’Urano che sta colonizzando il nostro quotidiano? E il nostro Marte che impulsi reattivi sta manifestando? E soprattutto, dov’è il nostro Plutone? Plutone è sempre molto vicino alla nostra anima, ma lo stiamo sentendo? I pianeti nelle loro collocazioni natali sono le nostre risorse, più li conosciamo intimamente, più capiamo il nostro modo di funzionare e di rispondere alla realtà.
Qui sto quasi dicendo che occuparsi di astrologia può fare di noi dei cittadini del mondo più consapevoli e responsabili… Forse è vero. Di vero c’è che torniamo sempre alla psiche e il cielo natale è il nostro psicogramma, dal quale non possiamo prescindere.
Partiamo da Marte: se il mio Marte è in un segno d’Aria, la realtà potrebbe rendermi inquieta e confusa, potrei dubitare sul modo di reagire e restare bloccata. Se il mio Marte è invece in un segno di Fuoco, si lascerà facilmente trascinare verso espressioni aggressive e più raramente verso intuizioni strategiche. Se è in un segno d’Acqua, forse cercherà di proteggersi dal mondo; se è in segno di Terra, sarà indotto a difendere il proprio territorio o ciò che considera sia tale. Ho bisogno di allinearmi verso i pianeti più forti di Marte che formano aspetti con lui nel mio cielo natale. Sulla base dei rapporti che ho instaurato con questi archetipi, posso modulare le reazioni di Marte.
Passiamo al nostro Giove, quali sono i valori ai quali si orienta? Giove è l’energia espansiva ma è anche la nostra filosofia di vita, Giove è una parte della nostra autorità interiore. Meditiamo su Giove inteso come la bussola dei nostri valori. Quest’anno passerà dal Cancro al Leone, quindi, nel peggiore dei casi, dal paternalismo all’egocentrismo, e questo non riguarda singole figure di potere, riguarda in generale l’approccio alle proprie convinzioni. Meditiamo su quale sia il potenziale positivo del nostro Giove, i suoi valori forti, ispirati, e poi guardiamo la sua ombra. Somiglia all’ombra collettiva? Posso lasciarmi trascinare, sulla base del mio Giove, verso un’interpretazione della realtà o un’altra?
Questa domanda sarà sempre più importante, perché non potremo fidarci più delle informazioni trasmesse dai media. Urano in Gemelli sarà erratico, non sapremo cosa sta veramente succedendo nel mondo, se non allunghiamo le nostre antenne a percepire la qualità del campo collettivo. E queste antenne da quali archetipi sono rette? Dalla Luna naturalmente, quindi sarà bene sapere se quest’anno forma aspetti con i pianeti lenti. Anche se così non fosse, occuparsi della propria Luna è sempre indispensabile, perché regge tutte le reazioni emotive e i filtri percettivi. Ma le nostre antenne sono rette anche da Nettuno e da Urano.
Se il nostro Nettuno è ferito, forse non potremo sempre fidarci di quello che sentiamo. Questo è un anno per occuparsi del proprio Nettuno, che, come abbiamo detto, entrerà in Ariete, un segno che non gli è affine e che potrebbe nutrire un trasporto rivolto a illusioni.
E Saturno? È una forza rassicurante, che ci permette di mantenere la coesione interiore o è una forza ombrosa, che ci costringe ad adeguarci ad una realtà che non corrisponde in nulla al nostro orientamento interiore? Con gli anni, di solito, si diventa amici del proprio Saturno, perché si è risolta la sua ombra. Ma se questo non succede, Saturno nella maturità diventa un’energia inerte, che rifiuta ogni trasformazione e si sclerotizza, rifiutandosi di prendere in considerazione il nuovo. Per affrontare la realtà abbiamo bisogno di un Saturno forte e flessibile, che non perde la sua centratura, soprattutto perché, su un piano collettivo, Saturno è ormai una delle forze che fomentano il caos con la pretesa di esorcizzarlo.
Questo breve articolo vuole solo ricordarci che reagiamo agli archetipi che dominano il campo collettivo sulla base delle nostre collocazioni natali, che, nel corso della vita, evolvono, e, se i nodi si sono sciolti, diventano risorse.
È utile confrontare le collocazioni natali con quelle collettive per reagire alla realtà in modo più consapevole, rallentare l’inquietudine e verificare le nostre risorse interiori.
È inutile essere troppo rassicuranti, la realtà è estremamente critica, dobbiamo catalizzare abbastanza risorse interiori per mantenere un allineamento basato sui nostri valori e sulle nostre aspirazioni, che speriamo vadano per tutti verso la pace e la responsabilità reciproca tra i membri della famiglia umana, alla quale tutti senza distinzione apparteniamo.